Come avevo previsto, l'azienda dove lavoro sta dimostrando grande capacità di ascolto, di umiltà e di apertura mentale.
Sono ottimista e fiduciosa...molto più in loro che non nella mia tendenza a tenermi dentro le cose che mi fanno soffrire.
Buonanotte
Che strano, è stato proprio un anno fa che ho vinto il mio monitor LCD 42 pollici al Deep Blue...
(vedete il mio post "il miracolo della televisione" nella categoria "lavoro")
se per il rapporto miracolo-ex lavoro ancora non avevo trovato un senso....
oggi che mi sono ritrovata al Deep con una persona speciale, ho senz'altro capito il significato del monitor...
Tra l'altro, visto che con l'occasione ho riletto in ordine tutta la categoria "lavoro", mi accorgo di quanto fossi arrabbiata in passato e di quanto invece sto bene adesso...
C'è una situazione tipica, singolare o stereotipata che avete vissuto/vivete quotidianamente nel lavoro con i vostri capi, colleghi, sottoposti...che avreste voglia di raccontarmi?????
GRAZIEEEEEEE
Ho fatto diversi corsi di formazione nella mia vita,
in più una tesi sulla comunicazione,
in più mi appassiono di mio a leggere libri sulla psicologia
...
e puntualmente la parola che esce fuori, solo in campo lavorativo è:
ASSERTIVITA'
Allora se sei uno che si presenta nel mondo del lavoro dicendo: IO CREDO NELL'ASSERTIVITA'
c'è qualcuno che pensa che sei un gran figo!
Eppure, proprio gli stessi contesti in cui ho visto tanto elogiare questa parola,
sono quelli in cui, se inizi un discorso dicendo:
"sono d'accordo con te, credo comunque che..."
poi invece continuano trattandoti più o meno così:
"eh! si si avevo proprio ragione io e di quello che pensi tu non me ne può fregar di meno!"
eh!
santa pazienza
...
TRA CIO' CHE PENSO
CIO' CHE VOGLIO DIRE
CIO' CHE CREDO DI DIRE
CIO' CHE DICO
CIO' CHE CREDETE DI ASCOLTARE
CIO' CHE ASCOLTATE
CI SONO ALMENO SETTE DIFFERENZE
è la frase che dicono a tutti i corsi sull'assertività
....
:-)
Ho appena finito di leggere il suo libro. Fico! Mi ha fatto proprio ridere. Se penso che ha un anno meno di me mi viene da piangere fino a domani mattina. E pensare che il mio sogno nel cassetto è sempre stato quello di scrivere un libro, un giorno. Ogni volta che leggo un libro che mi prende tanto -di quelli che posso leggere in meno di una settimana come questo- penso sempre: anch'io ne voglio scrivere uno così.
E invece mi sa tanto che mi è rimasta dentro quella reminescenza liceal-adolescenziale per cui anche se ero brava a scuola, non ero mai la prima. Anche se mi piaceva disegnare, c'era qualcuno che lo sapeva fare meglio di me. Anche se mi piaceva scrivere, c'era qualcuno che faceva temi molto più belli.
L'unica cosa su cui riuscivo a competere con le più secchione era la matematica. Però questo era facile...in un liceo classico...
Come dire: non c'è niente di veramente speciale che mi caratterizzi o su cui possa valere la pena di puntare la mia esistenza.
Pessimismo e fastidio. (chissà se questa l'aveva inventata Pulsatilla)
E così...mentre lotto con tutta me stessa per non lasciare che la mia vita sia solo una banale meteora in questo breve passaggio terreno, mi ritrovo senza ragazzo, senza lavoro e a vivere con i miei.
Ottimo direi.
Beh no: mi stanno offrendo un posto da segretaria commerciale: smistare email e rispondere in inglese al telefono per 1000 euri al mese. non male. una vita straordinaria.
Pessimismo e fastidio. Con 38 di febbre.
Ma perchè in tutto quello che faccio sembra sempre che in me ci sia questo lato angelico che manda tutti in bestia? Più sono frustrati con la vita e più la mia faccia angelica li fa incazzare.
Per par condicio vi informo che oggi sono incazzata anch'io. Così saranno tutti contenti, soprattutto quelli che meritano solo di essere mandati affanc...!
Pace
Ok ragazzi...questa è da oltre un mese che ve la voglio raccontare...anche perchè a chiunque la racconto finisce sempre che mi dicano: Nico, sei la solita cularotta!
Ebbene, tutto ebbe inizio durante la mia prima settimana di lavoro, che era anche la settimana prima delle vacanze natalizie. Il mio nuovo capo aveva deciso, dopo anni, di indire finalmente la cena aziendale natalizia.
Così decido di andare anche io, la sua nuova neo-collaboratrice.
Una festa fantastica: fra tutte le cene aziendali a cui ho partecipato finora, questa era veramente la più divertente e spontanea che avessi mai visto. Dopo solo una settimana mi sembrava già di conoscere tutti da una vita. Soprattutto quella sera quando tutti giocavano e ridevano come fossero semplici amici che non si vedevano da una vita e trattavano me come fossi una di loro già da tempo.
E poi voi lo sapete: io ho il "pallino" della religione...anzi della "fede".
Quando mi trovo in situazioni nuove, strane...a volte a me capita di soffermarmi ad osservare l'atmosfera, gli sguardi delle persone i colori e i loro comportamenti...e mi chiedo: questo è un posto dove c'è Dio?
Vi dirò: per tutto il tempo che ho lavorato nella vecchia azienda, ogni volta che me lo chiedevo mi rispondevo: No, non c'è e non perchè non voglia esserci ma perchè qui le persone non ce Lo vogliono. E così è stato fino alla fine.
Invece a questa cena natalizia di una nuova azienda, mi sono guardata intorno a cena e, osservando gli sguardi di tutti, mi sono detta: Che bello, questo si che è un posto dove Dio viene accolto... tutti avevano delle facce buone, si vedeva che c'era luce ovunque. Avrei voluto poterli far andare tutti in Paradiso. Che bello.
A un certo punto però, il mio capo salta fuori con una sorpresa: "che sia indetta la pesca a premi della serata!". Esce fuori un cesto con dentro i nomi di tutti i partecipanti alla festa, e la promessa di estrazione di 10 di loro per ben 10 regali da attribuire....
Wow!
OdDio...inizia l'Ansia, il Panico....e soprattutto quella SENSAZIONE CERTA...la SCENA NELLA MIA MENTE COME SE FOSSE GIA' VISSUTA ANCHE SE ANCORA DOVRA' ACCADERE.....
ma mi dico: calmati Nico, ma dai....ti pare...è solo che stai esorcizzando la paura!
Eppure, mentre si estrae il primo biglietto, non mi agito perchè sento che: TANTO NON E' QUESTO IL REGALO CHE TOCCA A ME....
Così per il secondo, il terzo, il quarto e così via...tra una battuta e un regalo, per PIU' DI UN'ORA.... mentre la mia ansia cresce e con essa il sudore delle mani e sopratttutto la sensazione di essere entrata ormai in un'altra dimensione, dove sono quasi più a contatto con l'aldilà che con l'aldiqua. La persone mi parlano ma io non le sento più. Rispondo loro ma come un'automa. Non so neanche se mi diverto più. Ho solo davanti ai miei occhi quella scena che ancora dovrà venire e la domanda fissa in testa: "Ma DIo perchè proprio a me?"
Così iniziano ad estrarre il biglietto del penultimo regalo, e anche qui...mentre la tensione della sala cresce, io neanche ci faccio caso...perchè ANCORA NON E' IL MIO MOMENTO. Infatti il secondo premio se lo aggiudica un altro.
ULTIMO BIGLIETTO PER IL PRIMO PREMIO. Le persone sono ormai tutte intorno al tavolo, il silenzio cala su tutta la sala. Io mi guardo intorno e di nuovo osservo gli sguardi di tutti, la loro ansia, che più che altro ormai è solo brama.
Così mi rispondo: "Ecco perchè proprio a me: perchè tutte queste persone intorno al tavolo stanno qui a desiderare la televisione a cristalli liquidi, mentre io sono qui a desiderare di poter parlare con loro e drgli che sono felice di essere in mezzo a loro. Perchè loro sono qui, anche se con Dio, dimentichi per un attimo di Lui, e non vedono più le luci, non vedono più i sorrisi, sentono solo il loro desiderio di vincere, e l'irrefrenabile bisogno di portarsi a casa un oggetto di cui possono benissimo fare a meno, come posso farne a meno io, che neanche lo voglio. Loro sono lì concentrati sulla tecnologia e io sono l'unica che in questo momento pensa a Dio."
E in questo stesso istante, il mio nuovo capo, estrae l'ultimo biglietto e fa il MIO nome.

Vi ricordate di quando ho scritto il post del Miracolo della Chiavetta del Caffè? (cliccate sulla categoria "religione"). Ebbene, ho avuto la risposta al mistero:
Nella nuova azienda, per prendere il caffè, è necessario utilizzare quella STESSA chiave.
No comment.
"Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde ..."- Castelli di rabbia - A.Baricco
Sono qui in mezzo a questo meeting che ormai non m'appartiene più.
Guardo e osservo tutto e tutti con ancora più distacco.
Ascolto le persone parlare con molta serietà e concentrazione di sofisticati strumenti per la politica salariale, perchè c'è una cosa che tanto è chiara a tutti in modo indiscutibile: "noi siamo lì solo per portarci i soldi a casa". Punto. Nulla più. Attorno ci disegniamo l'albume dell'uovo...con tutte le teorie sul valore della persona, sull'importanza della sua motivazione e al limite anche alcuni fattori igienici.
Sono TUTTI lì, PRIMA DI TUTTO, SOLO per i SOLDI. Io invece ero venta lì per INCONTRARE LE PERSONE e aiutarle a migliorare la loro vita lavorativa. Se il mio primo obiettivo fossero stati i soldi avrei fatto qualsiasi altro lavoro, ma non quello.
Allora aveva ragione il team: devi vincere la concorrenza, essere competitivo, essere pronto a prevaricare l'altro, se vuoi SOPRAVVIVERE. Perchè senza soldi non si sopravvive. In più l'albume dell'uovo è molto allettante, quindi c'è ancora di più su cui lottare: una SOPRAVVIVENZA MIGLIORE.
SOPRAVVIVERE...E MAGARI FARLO AL MEGLIO....MA SOPRAVVIVERE.
Bisogna fare del proprio meglio e se serve anche del proprio peggio per VIVERE almeno UN GIORNO IN PIU'.
In fondo, alla fine dei conti, siamo tutti esseri umani che hanno solo bisogno di mangiare. Ma....mi chiedevo: TUTTO QUI IL SIGNIFICATO CHE VOGLIONO DARE ALLA LORO ESISTENZA? Meglio 100 giorni da PECORA che 1 da LEONE? Ora capisco perchè hanno messo il leone fuori dalla porta...il leone vede il granduca senza pantaloni...e ne sorride, anche.
Ripenso alle citazioni che ho messo in questo blog: panta rei , tutto scorre... ma nulla scompare. TUTTO della nostra esistenza, che lo vogliamo o no, RIMARRA'. E' così perchè altrimenti la storia, la fisica, la psicologia e tutto ciò che studia il rapporto di causa-effetto non avrebbero senso.
Domani io non camminerò più su pavimenti di marmo bianco. Ma li ricorderò come loro ricorderanno il mio passo che ha scorso lì sopra per poco più di un anno.
Allora c'è qualcosa di più importante della mera sopravvivenza: lasciare che quel che rimarrà di noi dopo di noi possa aver aggiunto qualcosa a quel che c'era prima.
Ma per farlo bisogna essere pronti a giocarsi tutto, anche le mutande, anche la propria VITA. Come io mi sono giocata la mia sopravvivenza in quell'azienda...che era TUTTA la vita per me.
Io ho dovuto farlo per essere fedele a me stessa, e potermi ritrovare la sera a guardare il mio riflesso davanti allo specchio, senza vergognarmi della nudità che potevo vederci dentro. Per le persone che ho incontrato in quell'azienda, invece, lo specchio è sì importantissimo, ma solo con un bel vestito sopra che copra bene tutte le miserie umane che la nudità dell'esistenza umana può mettere bene in mostra.
Ripenso, nel bel mezzo del meeting, a quanti nella storia hanno davvero rinunciato a una semplice esistenza più lunga, per seguire quella che Paulo Cohelo chiama la Leggenda Personale.
Ci penso...e non mi viene in mente nessuno...ma ci penso...e ci ripenso...e di nuovo le riflessioni mi portano a Lui: Morto, ucciso e flagellato a 33 anni. Rifiutato da tutto il genere umano. Nel meeting tutti parlano dell'importanza delle politiche salariali per la nostra sopravvivenza migliore, mentre io sto lì a pregare: "qua dentro si sono dimenticati tutti di te Gesù? Dopo oltre 2000 anni, vieni ancora rifiutato, e tutto quello che hai detto, più di 2000 anni fa, è talmente OLTRAGGIOSO che vieni messo alla porta insieme a me, tramite me e il mio piccolo magro corpo nudo."
Ok ragazzi...parliamone!
Ho sfidato il sistema...ed ora giustamente ne vengo sputata fuori.
C'è un unico problema però: non so dove andare nè che cosa farne della mia vita a questo punto.
Anzi...prima ancora...mi mancano al massimo altri 10 giorni di lavoro in quell'ambiente...e la domanda sorge spontanea: RIMANGO FINO ALLA FINE? SE SI, PERCHE'?
????
NON CE N'E' RAGIONE AL DI FUORI DI QUELLA ECONOMICA....PARE....E TUTTI MI DICONO: FREGATENE DEI SOLDI, VATTENE VIA NON SO COME FAI A STARE ANCORA QUA.
Ma qui Dio mi sta mettendo di fronte a una scelta importante..."AMA IL TUO NEMICO"...come l'ho amato finchè pensavo che mi fosse amico, a maggior ragione dovrei amarlo adesso che è mio nemico, secondo Lui.
E potrei assicurare che questo è ciò di cui quel sistema ha bisogno: qualcuno che vada IRRAZIONALMENTE controcorrente. Che dimostri di amare il sistema anche se fa tanto schifo.
PERCHE'?
Sicuramente non per la nostra sopravvivenza. Se dobbiamo fare le cose per sopravvivere e basta, allora davvero conviene adattarsi ai loro modi di fare...che sono poi i modi di fare di tutti. Così alimentiamo lo scontento, nonchè la convinzione che "questo mondo fa schifo, che tutti se ne approfittano e che a nessuno gliene frega niente di nessuno, quindi tanto vale fare altrettanto". Finchè ci chiudiamo di fronte al mondo dopo che il mondo ci ha ferito - amaramente direi- allora sopravviveremo, ma non faremo la differenza...
IO INVECE VOGLIO FARE LA DIFFERENZA.
Tanto ormai io sono stata esclusa perchè SONO DIVERSA. Sono addirittura una MINACCIA, per persone che si sentono così INSICURE, e che hanno così tanto paura di essere cacciate come lo sono stata io. Se li ho sfidati finora, allora tanto vale che continui a farlo fino alla fine, dimostrando loro - come a me stessa- la mia STRANA E INCONCEPIBILE teoria dell'AMORE.
C'è un unico problema in tutto questo: ci passo da STUPIDA. Da quella che continua a farsi prendere in giro....e non so come evitarlo.
Oggi ci ho provato...chissà e fino a che punto l'hanno capito. Mi staranno dando della stronza? mah! Ci sarà quella piccola pulce nell'orecchio che li farà sentire in colpa verso di me? mah! Penseranno che sono stupida come sempre? mah!
Non lo so... non so più cosa pensare...perchè io ho sempre cercato di andare incontro alle PERSONE, e loro hanno sempre cercato di andare incontro ai loro RUOLI.
Mi dispiace che nello scambio, abbiano scelto di perderci così tanto. Penso che, nella sua grandezza, nessun essere umano è tanto piccolo da poter essere rinchiuso dentro una qualsiasi definizione di ruolo, neanche nel ruolo definito più grande.
Non so se riuscite a capire quello che intendo.
Forse mi sto arrampicando sugli specchi, sto lottando contro i mulini a vento, per non ammettere che: hanno RAGIONE loro?

IO HO LA MENTE TROPPO PICCOLA
PER POTER COMPRENDERE
IL LIVELLO DI FALSITA' ,
PREMEDITAZIONE
E MALVAGITA'
DI CHI HA ALLE SPALLE
ANNI DI MALVAGITA'
PREMEDITAZIONE
FALSITA'
STUDIATI
NON SO SE SONO DELUSA
SE SEMPLICEMENTE INCAZZATA
SE SENZA SPERANZA ALCUNA
MA DI UNA COSA SONO CERTA:
PIU' MI CHIEDO "CHE SENSO HA?"
E PIU' MI RISPONDO:
" SONO TROPPO PICCOLA PER ARRIVARCI".
INCONTRO PERSONE PIU' GRANDI DI ME
QUELLE PICCOLE MI ANNOIANO
MA QUELLE CHE SEMBRAVANO GRANDI
ALL'IMPROVVISO MI SEMBRANO TANTO PICCOLE
SONO STANCA DI PRENDERE DECISIONI
MA PER FORTUNA GLI ALTRI MI AIUTANO
A CAPIRE COSA E' MEGLIO FARE
MI CONSIGLIANO...
SONO PAGATI PER QUESTO:
PER MANDARMI VIA DALLA LORO VITA

Guardo il mio capo assorto
nei suoi pensieri di carriera
dietro la grande scrivania bianca.
E penso a te, così piccola e fragile, Bianca.
Penso a te che nuoti con difficoltà
e ancora più paura.
Penso alla tua dolcezza a alla tua rabbia,
mentre corri lenta.
Guardo il mio capo assorto nei suoi pensieri di lavoro,
dietro la sua scrivania bianca.
E penso che non sa nulla di te, Bianca
così come non sa nulla di me, Bianca.
Penso che sono lì, invisibile
davanti ai suoi occhi,
che di me vede forse
quasi solo il potere di tuo padre.
Guardo il mio capo assorto
nei suoi pensieri di impegni e responsabilità,
e penso che non sa quanto sei piccola e fragile
di fronte al peso che la vita ti ha dato.
Guardo il mio capo assorto
nei suoi pensieri di ruotine e di potere,
dietro la grande scrivania bianca.
E penso a quanto ci si può sentire soli,
dietro una scrivania, Bianca.
Il mondo si muove grazie a persone sole
dietro una scrivania,
Bianca.
Ma la vita vera corre dall'altra parte,
dall'altra parte della scrivania
dove ci sono io,
dove ci sei tu.
Tu non potrai mai correre come gli altri, Bianca.
Nè potrai mai vedere come gli altri, Bianca.
Ma se puoi, dimentica il "potere"
perchè tu SEI, semplicemente SEI, BIANCA.
Tu sei dolce e tenera
sei la margherita di primavera
e la coccinella sul palmo della mano.
Sei la risata del solletico
e la coccola ne letto.
Le lagne del mattino
e le favole della sera.
Sei di una purezza disarmante,
di fronte al fardello,
che forse ti renderà più forte degli altri.
E finchè SARAI
semplicemente, Bianca
lontana da qualsiasi "potere",
SARAI sempre, e ancora,
la più stupenda delle persone,
in grado di toccare i cuori nel profndo
e di ricordare a tutti
quanto sia importante
l'ESSERE uomini.